“Siamo vicini ad una catastrofe” – dichiara il Presidente di Imprese per l'Italia , Biagio Cefalo, le imprese non riusciranno a sostenere un ulteriore costo economico e sociale.

  • 25/10/2020

Siamo vicini ad una catastrofe – dichiara il Presidente  di  Imprese per l'Italia  Biagio Cefalo, le imprese non riusciranno a sostenere un  ulteriore costo economico e sociale . E’  davvero insostenibile, dopo mesi di blocco, che và  ad aggiungersi ad un ulteriore crisi, e declino che attanaglia il nostro Paese da oltre dieci anni .

Secondo la nota di aggiornamento del Def , si chiuderà l'anno con un Pil in calo del 9%. ma che potrebbe anche peggiorare nell'ipotesi di uno scenario epidemiologico avverso con la reintroduzione di misure precauzionali, sia pure meno drastiche di quelle della scorsa primavera.

Occorre, trovare un equilibrio,ha dichiarato il Presidente Biagio Cefalo,  che  vada ed  eviti forme di isterismo del tessuto sociale-economico,  e possa consentire il ritorno ad una vita del nostro Paese serena ed  equilibrata, che sappia in conclusione coniugare le giuste misure di prevenzione, con la ripartenza del comparto mercantile. In questo senso, “ serve un impegno da parte di tutti per scongiurare questo rischio. Ma soprattutto servono dialogo  collaborazione stretta con il governo perché ci vogliono regole, protocolli e controlli il più possibile efficaci ed equilibrati per tenere insieme salute pubblica e ripresa economica".

Ci sono comparti, soprattutto quella del turismo, che hanno visto il crollo dei loro fatturati e moltissime imprese del commercio al dettaglio hanno già chiuso definitivamente l'attività. Ma ci sono anche tante imprese che ancora oggi - tra difficoltà di accesso al credito, calo dei - consumi e un futuro molto incerto - rischiano di chiudere, con inevitabili ripercussioni anche per l'occupazione.

 Certo che  le misure del governo sono state,  e non saranno sufficienti per le esigenze di liquidità delle imprese. Nonostante l'intervento del Fondo di garanzia per le pmi abbia garantito da marzo ad oggi oltre 900mila operazioni fino a 30mila euro per un finanziamento complessivo di oltre 18 miliardi di euro, sono ancora tantissime le imprese- circa 290mila - che non hanno ottenuto il credito richiesto e che quindi continuano ad essere in crisi di liquidità.

Occorrono degli interventi forti,  che vedano provvedimenti Governativi di moratorie fiscali e dei prestiti bancari e a più indennizzi a fondo perduto per ridare ossigeno alle imprese. Registriamo a conferma dell’ attuale stato del comparto una forte crescita dell'usura, tra le imprese del terziario.

I divari strutturali tra Nord e Sud, a causa di quest’ epidemia, si sono accentuati. Basti solo pensare che negli ultimi dieci anni, il Sud ha perso oltre dieci punti percentuali di consumi, mentre il Nord ne ha guadagnati quasi tre., non solo decontribuzione di vantaggio ma appunto investimenti e riforme. A partire dal rafforzamento delle istituzioni, delle pubbliche amministrazioni e del capitale sociale".

 

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